C’era un Ailanto sull’autostrada

Uno tra gli alberi più dannosi per il paesaggio toscano è sicuramente l’Ailanto (Ailanthus altissima). Introdotto intorno agli anni ’50 del 1800 per scongiurare un’epidemia di pebrina, malattia del baco da seta.

In Cina e nel sudest asiatico la larva della Phylosamia cinthia, la falena che produce la materia prima per la seta eri, si ciba delle foglie di ailanto. Si provò dunque a piantare ailanti e a importare bombici.Il lepidottero dell’ailanto in Europa sembra non si sia trovato affatto bene ma l’Ailanto invece sì così è rimasto e nei secoli ha colonizzato gran parte del territorio nazionale  prendendo il posto delle robinie e delle piante autoctone.

Particolarmente resistente all’inquinamento e al fuoco è quasi impossibile da estirpare, le sue foglie maleodoranti gli hanno fatto conquistare nel mondo il nome di  “ghetto palm”, “tree of hell” e “albero della merda”  in quel di Genova. Un esemplare in piena maturità riesce a produrre migliaia di semi e decine di polloni così da colonizzare in poco tempo tutto lo spazio disponibile.

E noi facciamo la nostra parte per estirparlo.

Con la preziosa collaborazione di “Verde Natura” e “di Ramo in Frasca” abbiamo abbattuto un ailanto i cui rami occupavano completamente la corsia di emergenza dell’ autostrada.

 

Non potendo accedere al sito con una piattaforma elevabile abbiamo abbattuto l’albero in tree-climbing.

Alla fine del lavoro nessun ramo è cascato sulla strada e abbiamo mantenuto la normale viabilità in autostrada.